Un referendum partito nel 1987, tra ricorsi e controricorsi, ha concluso il suo iter solo ora…
La Corte d’Appello di Torino, infatti, ha ribadito la legittimità della richiesta referendaria. Tutto il mondo ambientalista plaude al risultato, caparbiamente ottenuto dopo 23 anni (!) dal “Comitato promotore per il referendum regionale contro la caccia”, coordinato da Pro Natura e LAC.
Il Comitato, nato nel 1988, è composto – oltre che dal WWF Piemonte e Valle d’Aosta – da Associazione Radicale, Circolo Darwin, Circolo Nuclei Operativi Ecologici, Club Alpino Italiano – Commissione Tutela Ambiente Montano, Club Protezione Animali, Comitato regionale Democrazia Proletaria, Italia Nostra, Lega per l’Ambiente, Lega Antivivisezione, Lega Italiana Protezione Uccelli, Lista Verde, Lista Verde Civica e Telefono Verde Piemonte, oltre naturalmente a Pro Natura.
Hanno dichiarato le associazioni: “La Regione Piemonte dovrà da subito riattivare le procedure referendarie per fare esprimere gli elettori piemontesi sulla caccia”.
“Il referendum – spiegano dal Comitato – non chiederà l’abolizione della caccia (non era possibile). Ne chiederà però un sostanziale ridimensionamento, fatte salve le esigenze dei settori produttivi che potrebbero subire contraccolpi negativi da una presenza squilibrata di fauna selvatica sul territorio”.
DI COSA SI OCCUPERÀ IL REFERENDUM
1) Limitazione al numero delle specie cacciabili. Il quesito prevede che rimangano cacciabili solo quattro specie: lepre, fagiano, cinghiale e colino della Virginia (una specie di origine esotica introdotta ad esclusivi fini venatori, la quale, nel frattempo, è però stata inserita nell’elenco di quelle protette a livello comunitario e quindi depennata anche a livello regionale). Rimarrebbero quindi tre sole specie cacciabili.
Da notare che, rispetto alla legge vigente nel 1988, il referendum chiede la protezione di 37 specie. Di queste, ben 25 sono oggi ancora cacciabili (17 specie di uccelli, 8 specie di Mammiferi):
quaglia, tortora, beccaccia, beccaccino, pernice rossa, starna, cesena, tordo bottaccio, tordo sassello, germano reale, colombaccio, cornacchia nera,
cornacchia grigia, gazza, pernice bianca, fagiano di monte, coturnice;
coniglio selvatico, muflone, lepre bianca, volpe, camoscio, capriolo, cervo, daino.
Il quesito referendario continua a prevedere la possibilità di intervenire con abbattimenti di controllo laddove l’eccessiva presenza di fauna selvatica dovesse comportare danni alle attività agricole.
2) Divieto di caccia nella giornata di domenica. Scelta legata soprattutto alla necessità di evitare situazioni di pericolo per tutti i frequentatori dell’ambiente “disarmati” (escursionisti, agricoltori, cercatori di funghi, ecc.). Oggi la caccia è permessa solo per alcuni giorni della settimana, ma la domenica è sempre tra questi.
3) Divieto di cacciare su terreno coperto da neve. Già oggi è così: sono tuttavia previste numerose eccezioni (ad esempio la caccia alla volpe, agli ungulati e alla tipica fauna alpina) che il quesito vorrebbe invece eliminare.
4) Limitazione ai privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie. Di fatto, nelle ex riserve private di caccia si possono abbattere animali in numero molto maggiore rispetto al territorio libero, non dovendosi applicare i limiti di carniere per molte specie. Il referendum vuole abolire questo privilegio per chi può permettersi di andare a caccia in strutture private.
Cronistoria del Referendum, cosa stabilisce la sentenza >>
Articolo tratto da WWF Piemonte e Valle d’Aosta
24 anni!
24 anni per ottenere quello che doveva essere un diritto!
Incredibile
Tanto non cambia niente: avreste perso nel 1988, perderete ora ahahahahah
Caro CacciaSi forse non ti fara più ridere sapere che il referendum regionale non ha necessità del raggiungimento del 50% dei votanti per essere valido!
Antonio
Penso, però, alle povere lepri, ai poveri fagiani, ai poveri cinghiali…
Per loro sarà una bella fregatura, non se la passeranno certo bene. Le lepri, tra l’altro, non sono per niente abbondanti.
saluti
Non sarei così sicuro della sconfitta, ricordiamoci che anche il precedente quesito referendario non fu sconfitto, non raggiunse il quorum ed è cosa ben diversa… anche perché come al solito le date vengono messe in estate…
Io credo che una simile iniziativa andrebbe applicata in tutte le regioni, per dare finalmente una risposta democratica a un’attività che comunque incide negativamente su un bene che è di tutti: la fauna. Inoltre andrebbe inserita anche una voce sulla proprietà privata.
L’è semplice in verità: le date vengono messe d’estate per non scocciare troppo gli elettori, che di questi temi non gliene importa nulla. E che anche stavolta non andranno a votare.
E io approvo.
Sì alla caccia, viva la caccia, la caccia non può essere abolita, sarebbe come abolire l’uomo!
Saluti cari
Il referendum se sarà proposto con le attuali diciture comunque non porta all’abolizione della caccia ma a un suo contenimento secondo me giustissimo, delle specie sopra citate molte sono in pessimo stato di conservazione, quindi dovrebbe essere lo stesso mondo venatorio a “chiuderne” l’attività. Quello che è giusto è che TUTTA la popolazione possa esprimere un parere al riguardo. Poi ovviamente spero lo uniscano agli altri quesiti referendari così il quorum sarà garantito (anche se ormai non credo ci sia più tempo). Questa cosa del quorum secondo me è stupida, il voto è un diritto ma anche un dovere, ti viene data la possibilità di esprimere un giudizio, se poi non vuoi farlo affari tuoi, ma il risultato dovrebbe essere valido ugualmente.
bene continua a essere spavaldo e arrogante che noi contineremo per la nostra strada.
Nel 1988 non abbiamo perso un bel niente, se non l’hai capito non si è svolto il referendum per colpa di politicanti da due soldi servi della vostra lobby di violenza e morte.
Siete voi che avete perso quando avete tentato di liberalizzare la caccia con il mostruoso ddl Orsi e quando avete tentato di eliminare i limiti temporali della stagione di caccia con quei subdoli articoli della Comunitaria.
E perderete anche stavolta.Così come perderà il vostro partitello “caccia e ambiente” e così come perderà “italia federale”!
Amanti della natura?ma per favore, siete solo amanti della violenza, dell’atto di uccidere, dal fare del male agli animali, della crudeltà, del senso di onnipotenza che vi dà il fatto di prendervela con un povero animale, nulla di più vigliacco, becero e miserabile…
x Furio:cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno!
ogni animale salvato, sottratto alla malvagità delle doppiette (dei cacciasì) è una buona cosa!
sarebbe come abolire la crudletà e la malvagità umana, cosa che va fatta assolutamente!
la profondità(o meglio, la bassezza) dei tuoi discorsi si commentano da sè…w la caccia è come dire w la morte, w la violenza, w la propotenza, w il dominio del più forte sul più debole, la vigliaccheria, il cinismo, l’insensibilità, la spietatezza, la brutalità, insomma quanto di peggio un essere umano possa avere ed esprimere…
Bentornato Giovanni…………..ci mancavano proprio le tue PERLE DI SAGGEZZA!!!W la caccia Significa:W mangiare cose buone,W essere immersi totalmente nella natura,W raccogliere i frutti che MADRENATURA ci manda,W rispettare le LEGGI E LE REGOLE(e chi non le rispetta che venga severamente punito),insomma quanto di MEGLIO UN ESSERE UMANO POSSA ESPRIMERE!!!!
“la bassezza dei tuoi discorsi si commentano da sè…”
PENSA ALLE STUPIDAGGINI CHE VAI SCRIVENDO TU!!!
Mah, caro CacciaSi, la tua spavalderia si commenta da sè.
E la tua NON è la verità.
La data della consultazione sarà, come al solito in questi casi, la peggiore possibile, perchè chi governa la Regione non vorrà inimicarsi la vostra categoria e, quindi, non avrà nessun interesse che la gente vada a votare nè che si raggiunga il quorum.
Questa è la verità.
Cacciastop, cosa temi. Secondo la Brambilla i turisti vogliono circolare tranquilli per i boschi e, secondo i sondaggi IPSOS, gli italiani non vogliono i cacciatori in giro per le campagne. Con questi presupposti, il referendum non dovrebbe avere problemi a far limitare la caccia in Piemonte.
Certo che 23 anni di ritardo sono tanti, ma ora siamo vicini a vederne i risultati. Aspettiamo.
Ciao
Troppo bello per essere vero, speriamo che gli elettori piemontesi siano abbastanza saggi e responsabili per limitare i danni di questa pratica assurda con il loro voto. Sarebbe un gesto importate per l’Italia e per l’Europa, un inizio, per abolire questa che per me è uno dei simboli dell’arretratezza e della decadenza del nostro paese. Non se ne può più della caccia e dei cacciatori, non vogliamo più persone armate nelle nostre proprietà e, soprattutto, vogliamo abolire per sempre leggi e comportamenti che tutelino individui che vanno contro la tendenza mondiale di protezione della fauna e dell’ambiente.
Quest’anno è stato pubblicato il bellissimo libro “Wild, natura selvaggia in Europa”, con fotografie meravigliose delle ultime zone selvagge del nostro continente. Un inno a come sia possibile preservare e, perché no, fare crescere le aree protette dove la natura può avere spazio e libertà per svolgere i suoi cicli millenari. E’ un progetto che ha coinvolto quasi tutti i paesi europei, naturalisti, giornalisti, e importanti riviste come la National Geographic. E invece in Italia cosa succede ? Un calendario venatorio scandaloso che si scontra con la legge e con il buon senso, la riapertura della caccia a specie come la Pantana (ma perché ???) e la solita figura imbarazzante nel scenario internazionale, come possono dimostrare gli articoli scritti da giornalisti esteri sulla caccia agli uccelli migratori sul nostro territorio.
La fauna selvatica Italiana è patrimonio nazionale ed Europeo, non è proprietà e fonte di divertimento per un pugno di signori armati di fucile. Basta con l’idea che la caccia è parte di antiche tradizioni. Il mondo cambia, le società si modernizzano. Facciamo vedere come possiamo essere di esempio agli altri paesi !
Anche le aziende che producono fucili e munizioni dovranno adattarsi e cambiare, così come hanno fatto le aziende che producevano macchine da scrivere, o quelle che facevano le video cassette.
Spero che l’esempio del Piemonte, che avrà senz’altro un esito positivo per l’ambiente, possa in tempi brevissimi raggiungere tutte le regioni Italiane. Penso che il WWF e tutte le altre organizzazioni ambientaliste dovrebbero investire più tempo e risorse per questa causa, oltre al già ottimo lavoro che svolgono. Noi vi sosteniamo !
mmm…credevo ke i cacciatori erano gente ke odiava gli animali…invece…mi sbagliavo! ma c’è ki uccide gli animali… pultroppo…e spero ke il wwf faccia qualcosa x fermarli!