Pubblichiamo la bella lettera che Roberta Luberti, medico psicoterapeuta, ha inviato al Sindaco di Rignano sull’Arno che ha promosso la partecipazione dei bambini delle elementari a iniziative dei cacciatori.
Un’iniziativa, “davvero innovativa”, che va diffondendosi in tutta Italia e che ha come obiettivo il “ripopolamento di cacciatori”…
Gentile Sindaco,
ho letto su La Nazione del 1° febbraio, nella pagina dedicata alle notizie sul Valdarno, un articolo firmato da Antonio Degl’Innocenti, dove si dà notizia di un’iniziativa della sezione venatoria dell’ARCI e del Comune.
In tale articolo si dice che “l’associazione rignanese ha voluto mostrare a bambini e insegnanti che la caccia non è di per sé distruttiva per l’ambiente, ma anzi, se accompagnanta dall’impegno nella gestione per tutto l’anno (….) è un trampolino per una migliore conservazione e tutela della fauna”.
Il problema che voglio porLe è legato alla lezione di indifferenza, somministrata a soggetti in età evolutiva, verso la sofferenza e l’uccisione di creature viventi, seppure non umane. Sofferenze ed uccisioni neanche dettate da necessità di sopravvivenza, ma dalla passione per un’ attività cruenta. Tale lezione di indifferenza, se è vero quanto riportato nell’articolo, avrebbe avuto appunto la finalità di dimostrare che la caccia non è di per sé distruttiva per l’ambiente.
Non voglio dilungarmi troppo, ma Lei sa bene quanti modi realmente efficaci e non violenti ci possono essere per tutelare l’ambiente.
Riporto ancora uno stralcio dell’articolo: “…Questa volta anche gli alunni hanno partecipato alle catture che si concludono, poi, con la liberazione degli animali in zone prestabilite. L’emozione dei ragazzi nel vedere da vicino gli animali è stata più che palpabile, ….Anche i cacciatori (…) hanno ottenuto una soddisfazione impagabile data dall’entusiasmo dei ragazzi che hanno apprezzato la figura del cacciatore nel suo complesso”.
Cosa significa nel suo complesso? Che siccome fanno delle azioni per l’ambiente (azioni la cui utilità e chiarezza degli intenti è peraltro messa in dubbio da molti. Ma non voglio ora entrare in questo merito), per il famoso principio per cui una mano lava l’altra, si può soprassedere e tacere anche sulla sofferenza arrecata? Cosa per l’appunto è stato detto ai bambini sulle sofferenze che i cacciatori infliggono? E’ stato detto che anche gli altri esseri viventi provano emozioni? E sono stati mostrati i danni che i cacciatori arrecano in moltissimi casi al territorio, agli animali domestici e agli stessi esseri umani?
O queste sono comunicazioni non adatte ai bambini? Direi invece che non sono “adatte” la negazione o la minimizzazione dell’aspetto più rilevante della pratica dello “sport” della caccia, e cioè che è uno sport che porta morte.
Ritengo quindi questa operazione pedagogicamente molto discutibile in quanto, seppure immagino -e spero- messa in atto in buona fede dal Comune, essa si traduce nei fatti nel dare ai bambini/e informazioni mistificanti, oltre che neganti (negazione quale moderna versione della comunicazione che gli animali non proverebbero dolore fisico) aspetti importanti della realtà.
Della stessa negazione sono fatti oggetto i bambini, i quali, notoriamente, se non condizionati, amano istintivamente gli animali e con essi si identificano, a tal punto che la psicologia infantile per indagare gli aspetti che riguardano il mondo interno dei bambini utilizza personaggi animali (ad es. Blacky Pictures, Child Apperception Test, Sceno-Test, …). Viene da chiedersi quale meccanismo di scissione emotiva e di pensiero sia obbligato a compiere un bambino per poter fronteggiare un’angoscia di morte così ingestibile.
Questo in un periodo difficile, ma nel quale le conoscenze sulla cultura della non violenza, comprendente l’attenzione all’ambiente e al rispetto per tutti i viventi, nonché le possibilità di accedere a tali conoscenze, sono comunque tante: ritengo doveroso farne parte ai bambini e alle bambine, nell’ottica di una formazione coerente e non foriera appunto di pericolose scissioni.
Auspico con tutto il cuore che le iniziative lodevoli a favore della non violenza, con particolare attenzione all’ambiente, che Voi sicuramente ancora farete, escluderanno insegnanti tanto discutibili, quali sono i cacciatori, se non per additarli, coerentemente, ad esempio negativo.
Roberta Luberti
Indirizzi a cui è possibile inviare mail:
sindaco@comune.rignano-sull’arno.fi.it, giunta@comune.rignano-sullarno.fi.it, segretario@comune.rignano-sullarno.fi.it, f.balestri@istruzione.it, direzione-toscana@istruzione.it, urp@istruzione.it
Scandaloso e sempre peggio!
Ma è mai possibile che una associazione di cacciatori faccia attività con i bambini delle scuole?
Ce l’hanno l’autorizzazione del Ministero della pubblica (d)istruzione??
La lettera della Luberti dice cose sacrosante, al 100% le condivido.
Saluti a tutti
Ragazzi, non so che tipo di paese sia Rignano, ma le vere iniziative di educazione ambientale non arrivano dappertutto, associazioni come il WWF sono attive soprattutto nelle città…
E’ inevitabile che in un piccolo centro in mancanza di meglio si intrufolini nelle scuole soggetti anomali… Anche io, però, penso che debba esistere una sorta di vialibera da parte del Ministero. Chi può indagare?
saluti
dell’iniziativa vergognosa svolta a Rignano ero già a conoscenza, quindi non mi sorprendo…
ottima la lettera inviata!
Mi chiedo, ma Roberta Luberti e chi commenta, siete nati e cresciuti in città, non è vero????
Perchè i bambini che nascono in campagna sono diversi!
La morte la conoscono bene! Fin da piccoli giocano liberi tra gatti, cani, vedendo i polli scorrazzare nell’aia. Dando la caccia a mosche, farfalle, lucertole. E i più iperattivi si sfogano (per parlare “pedagogicamente”) provando a sezionare la malcapitata lucertolina, magari.
Se si è fatto un percorso di insegnamento di questo tipo, sicuramente era mirato a rendere più umani i cacciatori agli occhi dei bambini. Visto che spesso i bambini non sono indifferenti perchè non li conoscono, ma addirittura influenzati negativamente da tutto ciò che sentono in televisione contro la caccia. Dal demonizzare continuamente tutta la categoria associandola sempre ad ogni tipo di reato contro la natura.
Caro Stefano,
questa descrizione che tu fai corrisponde bene anche ad alcuni bambini di città di qualche tempo fa, visto che mosche, farfalle e lucertole c’erano anche in città. NON corrisponde affatto a tutti i bambini di campagna e non pensate di avere la prerogativa di conoscere voi solo la vita di campagna!
Un bambino fa del male agli animali quando gli esempi adulti che ha davanti gli hanno insegnato l’indifferenza verso il dolore altrui. Al contrario, un bambino che NON fa del male agli animali, ha avuto esempi di empatia. E ha la capacità di capire e condividere i sentimenti dell’altro, sia esso un animaletto o un essere umano.
Senza voler demonizzare la vostra categoria, caro Stefano, penso che le lezioni che i cacciatori possono dare non rappresentino un passo in avanti per l’umanità.
QUEL BAMBINO CON IL FUCILE SEMBRO IO!!!!HO PRESO IL FUCILE X LA PRIMA VOLTA A 12 ANNI….SONO CRESCIUTO SANO,LIBERO,CON LA COSCIENZA E LA FEDINA PENALE PULITA;SONO SANO,ODIO LE DROGHE,L’ALCOOL,LA ALTE VELOCITA’,RISPETTO GLI ANZIANI,RISPETTO LA NATURA E NE PRENDO I FRUTTI,TUTTO QUESTO ME LO HA INSEGNATO MIO PADRE,CACCIATORE,FIGLIO DI MIO NONNO CACCIATORE,E COSI’ VIA;MA COSA VI PASSA X LA MENTE????CONTINUIAMO A FAR VEDERE AI BIMBI IL GRANDE FRATELLO E GLI ANIMALI IN CASA????
il dubbio che ci siano cacciatori che guardano il Grande Fratello e ambientalisti o animalisti che invece non lo guardano a te proprio non viene, nevvero Pietro?
Stefano…mi sa che sei completamente fuori! Io son nato e orgogliosamente cresciuto in campagna ma NON ho MAI fatto azioni così idiote nemmeno da piccolo e forse sono pure più vecchio di te. Cacciare è uccidere per divertimento quindi è un’azione IGNOBILE!
Ebbene, visto che i bambini di campagna sono tutti dei piccoli torturatori di animali e aspiranti vivisettori di un’industria farmaceutica (si comincia con le lucertole e si finisce con i macachi), tanto vale insegnargli come si ammazzano a fucilate merli, allodole, lepri e caprioli, altrimenti da grandi potrebbero (non sia mai) prendere una cattiva strada, amare gli animali e diventare addirittura vegetariani!
E ancora, seguendo lo stesso ragionamento, visto che i bambini, come minimo, rubano la Nutella, litigano tra loro dandosele di santa ragione e i più “ iperattivi “ usano la fionda per spaccare i vetri e le lampadine dei lampioni, danno fuoco ai gatti e tagliano le gomme alle auto dei professori, si potrebbero organizzare degli incontri scolastici con ladri, rapinatori e piromani, così diventeranno più umani agli occhi dei bambini.
Mah!
Pino Paolillo
Non vedo perchè nelle scuole potete andare solo voi, magari per organizzare la “giornata ecologica” per avere come fine soltanto il servizio nel tg locale o la pagina della stampa locale. La caccia è un’attività legale in tutto il mondo quindi è giusto che anche i bambini siano informati da questa categoria, per poi farsi un’idea libera sulla caccia, ma soprattutto in modo democratico!!!Penso che sia educativo spiegargli che il mondo della natura è fatto da prede e predatori(dove fin da sempre lo è anche il cacciatore) e che tale mondo non è quello che vedono nei cartoni animati di bamby!!!Devono sapere che il pollo o la fettina di vitella che mangiano tutte le sere non provengono dal frigorifero ma da un animale che prima era vivo!!Io sono cacciatore e ho sempre rispetto degli animali anche di quelli che abbatto, perchè non ho mai ucciso per sfreggio, per noia, per sterminare e tutte le prede che caccio poi le mangio!!!!Paragonare poi la caccia a figure come ladri, piromani, rapinatori tutte attività illegali è semplicemente ridicolo!!!saluti..
Lorenzo, sul fatto che la caccia sia legale hai ragione, e noi non possiamo farci niente.
Il messaggio trasmesso dai cacciatori nelle scuole elemantari è però contraddittorio. Per i bambini toccare o vedere da vicino, e liberare, la lepre o il fagiano è sicuramente un’esperienza emozionante… peccato che siano destinati ad essere uccisi.
Il tema della gestione venatoria poi è complesso e andrebbe proposto in modo critico e con un contraddittorio a ragazzi più grandi, proprio per farsi un’idea libera come scrivi tu. Ai piccoli della scuola primaria, invece, andrebbero trasmessi valori come il rispetto per la natura.
L’iniziativa è indubbiamente discutibile, se proprio volevano andare nelle scuole, come associazione, potevano promuovere una giornata ecologica di pulizia dei sentieri, raccolta rifiuti, piantumazione alberi, spiegazioni sulla fauna, ovvero tutte quelle attività che spesso vengono fatte da ben altre associazioni.
Anch’io faccio parte di una piccola onlus locale e nelle scuole ci andiamo (ci invitano loro) a parlare di equilibri ecologici, di fauna e flora. A molte iniziative partecipano anche associazioni di cacciatori, ma non come cacciatori, ma come persone interessate a promuovere e migliorare l’ambiente, non a promuovere la caccia (il ripopolamento e cattura è un’attività fine a se stessa, perché di fatto quegli animali hanno un destino segnato).
Caro Lorenzo,
se ne faccia una ragione, lei e tutti quelli come lei che, pur di trovare un alibi alla sua voglia di ammazzare, si inventa la storiella, quella sì ridicolissima, dell’uomo predatore e della catena alimentare, salvo poi sostenere che la caccia è uno sport. E allora, mettetevi d’accordo, andate a caccia per sopravvivere, come un pigmeo o un boscimane, o ci andate “per sport”, e quindi per passare la domenica ad uccidere animali perché altrimenti vi annoiate?
La verità è che la caccia moderna non è affatto uno sport e lei non è un predatore: lei è, più semplicemente, uno che prova piacere ad ammazzare animali. Punto.
Poi lei potrà elaborare tutti gli stratagemmi mentali, tutti i sofismi che vuole per giustificare quello che le piace fare (è tipico), ma la realtà non cambia.
Perché lei non va a caccia spinto dalla fame (prima legge della predazione), ma con lo stomaco già pieno, dopo un’abbondante colazione mattutina, se no va in ipoglicemia e non può mirare bene, ed è quindi il desiderio di uccidere che la fa andare a caccia, non certamente quello di placare la fame.
Il fatto che lei mangi le sue “prede” è del tutto irrilevante: se anche le gettasse via, non cambierebbe nulla per lei (così come non soffre la fame quando a caccia non ci va per mesi), mentre ha eliminato inutilmente un componente dell’ecosistema che, a sua volta, poteva costituire il cibo e quindi la sopravvivenza per uno o più predatori o necrofagi.
Che la caccia moderna sia solo un crudele passatempo lo testimonia anche il fatto che ogni anno migliaia e migliaia di animali vengono prima allevati e poi “lanciati” nelle operazioni di ripopolamento, con lo scopo di essere successivamente abbattuti. La soddisfazione sta dunque non nel mangiarli, cosa che si potrebbe fare prima, ma nell’ucciderli a fucilate: il bravo cacciatore non è chi si ingozza più di carne, ma chi ammazza più animali.
Il predatore, quello vero, non quello con la pancetta, seduto comodamente nel suo capanno a fucilare tordi o anatre o quant’altro, caccia per necessità, per sopravvivere, e la morte dell’altro alimenta la sua vita e quella della sua prole.
Non mi dica che in famiglia l’aspettano affamati pronti a divorare le sue “prede” (io le chiamerei meglio, le sue vittime). Perchè lei non corre dietro ad una gazzella fino a farsi scoppiare il cuore, ma arriva sul “territorio di caccia”, si fa per dire, magari dopo decine o centinaia di chilometri, con il fuoristradino, se non con l’aereo (vedi viaggi venatori all’estero), nè sferra un attacco con i suoi artigli o usa le zanne per uccidere, ma si serve dell’artiglieria della migliore teconologia, non avendo nessun contatto diretto con la preda e utilizzando spesso un’altra specie, come il cane o il furetto.
Perché lei quando va a caccia non rischia nulla (se non di cadere vittima del “ fuoco amico”), mentre il predatore in molti casi rischia di rimanere ferito o addirittura ucciso dalla stessa preda!
Perché lei, se è uno dei meno peggio, si “limita” ad ucciderne tanti quanti ne impone il calendario venatorio e non quanti ne consente il suo organismo in termini di bilancio energetico “costi-benefici”o ne richieda in termini di fabbisogno calorico. In caso contrario, come spesso accade quando capita la giornata buona, può permettersi di fare una strage, farsi fare una bella foto ricordo, e magari regalare le sue “prede” agli amici.
Quanto poi al massacro e al mare di sangue dei macelli, di cui anche lei è responsabile e complice,
io li porterei i bambini a sentire le grida degli animali condannati a morire, a vedere il terrore nei loro occhi, le loro povere gole tagliate e i poveri corpi fatti a pezzi, ma li porterei per educarli alla pietà e al rispetto delle altre vite, non con la speranza che diventino dei bravi macellai.
Ma lei non si può nascondere dietro quell’inferno di sofferenza di morte per diventare a sua volta portatore delle stesse cose. L’ho detto e lo ripeto, sperando che capisca: l’orrore dei macelli, della vivisezione, delle pellicce, degli animali condannati all’ergastolo negli zoo, non può in alcun modo giustificare un altro male che è la caccia. Le grida di milioni di animali domestici massacrati nei macelli non possono coprire il frastuono delle fucilate. Sarebbe come giustificare un omicidio perché ci sono le stragi o la guerra.
Quando poi sostiene che lei rispetta gli animali, compresi quelli che uccide a fucilate e che non li ammazza “per sfregio”, se qualcuno le usasse, non dico lo stesso trattamento, ma una qualsiasi forma di violenza fisica, dicendo di averlo fatto con il massimo del rispetto e non per “sfregio”…lei pensa che sentirebbe meno dolore e che gli darebbe un’amichevole pacca sulla spalla dicendogli, “non si preoccupi, la prossima volta mi faccia più male, purché non lo faccia con cattiveria”?
Comunque, visto che questa è la sua logica, la prossima volta che vede un animale, mi faccia una cortesia, gli manchi di rispetto e lo lasci in pace. Non penso che si offenderà per il torto subìto.
Pino Paolillo
Il solito poema strappalacrime non assolutamente attinente alla realtà, traslato su un mondo che può esistere solo nelle fiabe!!!Io mi nutro anche di carne come il 97% degli Italiani e lei questo non lo tollera ritenendo che siamo tutti dei cavernicoli ignoranti mentre lei é figlio di una generazione umana più evoluta!!!Magari dovrebbe rispettare le scelte degli altri che sono molto più numerosi di quelli come lei(vegetariani)!!!!!
La cosa che da piu’ fastidio,Lorenzo sai qual’è?
Che il 93,7% degli italiani, non hanno mai chiesto di vietare le carote o i finocchi a quel 2,77% di animalisti vegetariani,come il Dott.Paolillo!!!
Se è per questo, non solo il 99% della popolazione NON va a caccia, ma di questi, una parte notevolmente alta trova la caccia un’ attività vigliacca e biasimevole… dunque anche questi sono molto più numerosi di quelli come lei (cacciatori)!!!!
Sono un cacciatore e non sono ovviamente d’accordo con quanto scritto dalla Dott.ssa Luberti .
Non sono d’accordo praticamente su tutto , ma per non dover fare una requisitoria che annoierebbe i piu’ , mi limito a analizzare la frase : “”…..Lei sa bene quanti modi realmente efficaci e non violenti ci possono essere per tutelare l’ambiente…. “”
Se da una parte questo e’ assolutamente vero , e infatti anche i cacciatori usano metodi incruenti quando fanno ” gestione dell’ Ambiente ” , dall’ altra e’ insufficente se si vuole farlo PIENAMENTE . Perche’ , puo’ piacere o meno , ma l’Ambiente si protegge anche attraverso il contenimento cruento di popolazioni animali . Nessuno si diverte a farlo ma in caso di necessita’ qualcuno deve farlo e da qualcuno deve essere fatto .
Come si contiene con metodi incruenti ad esempio una specie alloctona e invasiva come la Nutria ?? Non si puo’ e allora anche se a nessuno piace farlo si deve ricorrere a squadre formate e autorizzate di cacciatori che lo fanno .
Come si contiene con metodi incruenti una specie problematica come il Cinghiale che causa ingenti danni all’ agricoltura visto l’ alto tasso di riproduzione che lo contraddistingue ?? Non si puo’ . E anche se all’ interno dei nostri Parchi o Oasi viene catturato con metodi ” incruenti ” , rigorosamente fra virgolette perche’ qui ci sarebbe da scrivere un libro , poi che fine fanno questi capi ?? Vengono portati al macello , percio’ uccisi , oppure venduti a ” Riserve di Caccia ” , percio’ uccisi , che ne fanno richiesta . E potrei fare decine di esempi del genere .
E allora dietro questi divieti e dietro questo disconoscere l’ utilita’ , in questi casi anche PRATICA della Caccia , non e’ pura ipocrisia ….. ??? E’ l’ esempio classico che mi disgusta perfino fare , ma vada la Dottoressa in questione a vedere cosa fanno gli animali di allevamento quando sono all’ interno di un macello poco prima di venir giustiziati e magari finire proprio sulla sua tavola . Oppure e’ ” vegana ” ?? Non e’ un bello spettacolo e se dovessi scegliere preferirei un MILIARDO di volte essere Fagiano o Lepre oppure Anatra o Capriolo e cadere DIGNITOSAMENTE sul campo per mano di un cacciatore , piuttosto che Vitello o Manzo , oppure Pollo o Tacchino nato – cresciuto e infine ucciso senza neppure aver goduto di un minimo di quella liberta’ e DIGNITA’ che dovrebbe essere concessa a tutti gli animali .
La gestione faunistica se si vuole farla seriamente e non solo facendone una brutta copia , prevede anche l’ uccisione di animali . Addirittura l’ ERADICAZIONE di intere specie alloctone cosi’ come avviene con sempre piu’ frequenza in Stati esteri dove sotto il profilo della gestione ambientale , di conseguenza faunistica , sono avanti anni luce rispetto a noi . Ma li l’ ambientalista e’ ambientalista e non animalista . E sa quando e’ il caso di mettere un ” Divieto di Caccia ” per proteggere l’ Ambiente e quando questo nell’ interesse della collettivita’ e dell’ Ambiente stesso e degli animali che lo popolano e’ invece il caso di toglierlo .
Ci arriveremo pure noi ??
Cordialita’ .
Umm, caro Massimo, alcune cose che scrivi sono condivisibili, certamente non laddove dici “nessuno si diverte a farlo”.
Tuttavia non si portano gli scolare a visitare i macelli, continuo a non capire l’opportunità di fare entrare i cacciatori nelle scuole.
C’è un però che secondo me è molto importante.
Riconosco che la caccia può avere una funzione di contenimento, soprattutto nel problema ungulati/cinghiali, e viene sempre citata come aspetto a favore dell’attività venatoria, bene, allora trasformiamo la caccia in una sola azione di contenimento.
A tutt’oggi invece la lista di specie cacciabili in Italia è lunghissima, con un sacco si specie che versano in condizioni pessime. Ecco che viene fuori l’assurdità dell’attività venatoria nel suo complesso. Volendo ragionare in questi termini quali sono le specie che oggi creano problemi: ungulati, cinghiale, vogliamo mettere qualche alloctono come Nutria … e poi basta!
Quindi come giustificare l’uccisione di specie quali pernice bianca, combattente, frosone, peppola, pispola, prispolone, fagiano di monte, pavoncella per citare alcune delle specie che assolutamente non dovrebbero essere più cacciate, ma poi possiamo anche inserire quasi tutta la migratoria come tortora, beccaccia, tordo bottaccio… se si vuole parlare di gestione faunistica, allora tutte queste specie dovrebbero essere eliminate dalle specie cacciabili perché a tutt’oggi non sussiste alcuna motivazione di gestione/controllo che giustifichi il prelievo venatorio, trattandosi poi di patrimonio indisponibile dello stato, ancora di più è necessario vietarne l’abbattimento.
Ritenete la caccia un importante e imprenscindibile strumento di gestione faunistica e controllo, bene io sono favorevolissimo al fatto che lo diventi veramente ma allora le specie cacciabili diventeranno queste quattro e cinque, e basta con i ripopolamenti pronto caccia. Ci arriveremo pure noi? Lo spero.
Giusto.
X Caccia stop
Non puoi paragonare le due cose ( alunni a visitar macelli – cacciatori nelle scuole ) . Capisco il fastidio che possano dare certe iniziative a chi la Caccia non la condivide e contrasta ferocemente . Ma non sono paragoni accostabili .
Si potrebbe fare se i cacciatori , per assurdo , portassero gli alunni a Caccia o facessero pressioni per convincerli a diventar un domani cacciatori . Cosa che , ovviamente , non e’ stata fatta .
Ma dove sta’ la negativita’ nel far vedere animali che MAI vedrebbero liberi in Natura o parlar loro di gestione faunistica ( immagino in maniera molto soft ) o ambientale a dei giovani ?? Solo perche’ vien fatta da parte di una categoria che disconoscete ??
Dai su …… cercate di crescere ( come noi stiamo cercando di fare ) . Perche’ solo in Italia esistono contrapposizioni cosi’ forti fra mondo ambientalista e venatorio . E chi ne fa le spese e’ l’ Ambiente stesso che dall’ unione delle due forze ( ci sara’ si o no un punto su cui si puo’ essere d’ accordo ) trarrebbe indubbio vantaggio .
Cosi’ come e’ nella maggior parte dei Paesi a cui accennavo prima .
e Lorenzo
caro Massimo,
sarebbe interesante avere un video di queste attività dei cacciatori con le scuole… Scusa sai, ma non me li vedo proprio i tuoi colleghi a educare i ragazzini, a parlare in maniera scientificamente corretta di ambiente e gestione della fauna. Tu dici che non viene fatta pressione per convincerli a diventare un domani cacciatori? Mah
Guarda che se c’è qualcuno che è “ferocemente”, siete voi quando andate a caccia; tutta sta ferocia negli anticaccia non l’ho mai vista.
Come abbiamo scritto in altre discussioni su questo blog, non siamo noi che dobbiamo crescere ma voi (intendo la categoria, può darsi che tu sia cresciuto) e se solo in Italia ci sono contrapposizioni così forti dipende da una situazione esageratamente sbilanciata a vostro favore che in altri paesi non si sognano nemmeno: pensa alla caccia nei terreni privati…
E quale sarebbe la differenza della caccia nei terreni privani in Italia rispetto agli altri Paesi???!!!!
Che in Italia e solo in Italia i cacciatori e solo i cacciatori possono entrare nei terreni privati. E sparare ovviamente.
Come è ormai noto, è un grazioso lascito del fascismo, che introdusse questa stranezza nel codice civile per favorire la formazione degli Italiani all’uso delle armi.
Non è così, perchè nelle altre nazioni funziona che i proprietari terrieri che vogliono trarre benefici economici dalla caccia, sul proprio fondo devono iscriversi alle Associazioni Comunali di Caccia, medesima cosa succede da noi con le aziende faunistiche venatorie; i proprietari terrieri che non si iscrivono a queste ass. non possono impedire la caccia sul proprio terreno a meno che non recintino e tabellino il fondo dopo aver ottenuto l’autorizzazione dalla prefettura che deve essere rinnovata ogni 5 anni! medesima cosa è possibile farla con i fondi chiusi da noi ; inoltre nelle altre nazoni per legge i proprietari terrieri che superano determinate dimensini(600 ettari) devono prevedere una parte del fondo per il libero accesso al cacciatore; oltre poi ad esistere i terreni demaniali dove il cacciatore non paga nessuna tassa!!!L’unica differenza è che in Italia essendo la fauna patrimonio indisponibile dello Stato, tutti gli oneri il cacciatore li paga allo Stato, nelle altre nazioni invece li pagano ai proprietari dei fondi essendo loro titolari della fauna presente(non esiste neanche la licenza di caccia)
Scusa sai, ma la tua generalizzazione è sospetta, al punto di sembrare falsa. Come fai a dire che “nelle altre nazioni (= tutte le altre nazioni) i proprietari terrieri che non si iscrivono a queste ass. non possono impedire la caccia sul proprio terreno a meno che non recintino e tabellino il fondo dopo aver ottenuto l’autorizzazione dalla prefettura che deve essere rinnovata ogni 5 anni!”…
In tutte tutte le altre nazioni? Proprio tutte? E in tutte le nazioni c’è la Prefettura? Mah, per una semplice legge di probabilità ci potrebbe tuttalpiù una nazione che abbia una normativa così…
Per aprofondire sulla caccia all’estero guardi nella discussione a questo post
http://cacciastop.org/2010/02/07/caro-emanuele/
saluti
In Francia , Spagna ,Germania e Inghilterra e Galles funziona cosi….E’ il prefetto che amministra la caccia a livello regionale che dispone delle più ampie attribuzioni in materia di definizione dei periodi di caccia e di abbattimento degli animali nocivi, si avvale anche delle strutture delle Direzioni Dipartimentali dell’Agricoltura e delle Foreste, diramazione del Ministero dell’Agricoltura e della Pesca.Le altre nazioni avranno una discliplina similare dato che la Corte Europea dei dirittti dell’uomo del 1999 ha riconosciuto la possibili di sottrarre il proprio fondo alla caccia per le prorpie convinzioni personali (prevedendo recinzione e tabelle e una richiesta da rinnovare ogni 5 anni!!!) Sicuramente non è come volete far apparire voi che uno la mattina si sveglia va nel campo e può mandar via tutti i cacciatori presenti, è un pò più complessa la cosa di come volete far credere!!!
IN EUROPA LA SELVAGGINA E’ DI PROPRIETA’ DEL PADRONE DEL FONDO……SI PUO’ SAPERE COSA E COME LA VOLETE LA LEGGE???
X Lorenzo
Vorrei sottolineare il fatto che la Caccia e’ un’ insieme di istinto atavico , tradizione , cultura rurale – faunistica – ambientale , e direi anche ” gastronomica ” ( assolutamente da non sottovalutare questo ) che mal si accosta al solo far contenimento di specie problematiche .
Quella e’ la parte utile alla collettivita’ a cui il cacciatore si presta , non con grande entusiasmo per la verita’ proprio perche’ a nessuno piace uccidere ” tanto per ” , e non sicuramente la Caccia nel suo insieme . Percio’ difficilmente si puo’ pensare che il cacciatore si possa dedicare solo ed esclusivamente a questo .
Sei sicuramente ben informato sulla materia , o almeno lo spero , e saprai che TUTTE le specie inserite nei Calendari venatori , cioe’ quelle che vengono cacciate , sono quelle piu’ abbondanti in Natura e che appena una di queste per un motivo qualsiasi da’ cenni di essere in difficolta’ , viene tenuta inizialmente sotto controllo e peggiorando il suo status , tolta da detto elenco . Non sono i cacciatori a decidere se e quando farlo visto che non hanno nessuna autorita’ in materia . Non sono i cacciatori a decidere quale siano le specie cacciabili e in che quantita’ cacciarle , visto che non hanno nessuna autorita’ per farlo . Sono organismi nazionali e sovranazionali dedicati proprio a questo in cui non compare nessun rappresentante del mondo venatorio .
Questo proprio a garanzia di conservare nel tempo dette specie .
Tutte quelle che hai prima menzionato ( Pavoncella esclusa che e’ tenuta sotto controllo perche’ pare stia attraversando un periodo poco positivo ) sono classificate , sempre dagli organismi indipendenti a cui ho accennato prima , in ottimo – buono stato di salute . La Pernice Bianca in italia e’ ormai protetta , visto la sua rarita’ , quasi ovunque e dove ne e’ consentita la Caccia lo e’ solo per pochissimi individui ( poche decine ) e solo PREVIO CENSIMENTO . Si contano , e sopra un certo numero si possono prelevare ( cacciare ) . Sotto , assolutamente no !
Vorrei anche ricordarti che l’ ISPRA , acronimo che sta per Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale , cioe’ quello che in Italia emana le linee guida in materia ambientale e faunistica a cui il Governo italiano si attiene , ha recentemente concluso che la Caccia , proprio perche’ regolamentata e le specie cacciate perche’ costantemente monitorate , non e’ causa di rarefazione o scomparsa di alcuna specie animale . Non siamo noi a dirlo ma un Istituto che non si e’ mai dimostrato molto tenero nei nostri confronti .
Sulla pratica dei ripopolamenti , di sola fauna stanziale , faccio un piccolissimo inciso .
Si producono sempre piu’ animali allo stato libero e se ne acquistano sempre meno . Comunque nell’ insieme sono ASSOLUTAMENTE d’ accordo con te . In questa direzione noi cacciatori dobbiamo crescere ancora molto arrivando a cacciare solo una parte di quello presente in natura ( gli interessi ) lasciando inalterato il nucleo che li ha generati ( Il capitale ) e non acquistarlo perche’ questo e’ stato interamente dilapidato . Chiedi se ci arriveremo pure noi ?? Me lo auguro veramente perche’ in tanti la pensano come te e come me . E anche perche’ questo e’ l’ aspetto deteriore della Caccia che anche io , come cacciatore , contesto fortemente e ferocemente .
Saluti ( per un po’ ” sparisco ” )
Per Massimo,
in realtà in Italia il sistema non funziona e sono proprio i cacciatori a decidere se cacciare o meno determinate specie. Fortunatamente non è così per tutte le specie ma per molte di esse funziona così. Lo fanno sfruttando le forti connessioni con il mondo politico e direi che la casistica di questi ultimi anni ne è la dimostrazione più evidente. Io abito in Lombardia, regione che per anni ha autorizzato la caccia in deroga a piccoli uccelli che oltre ad essere protetti dalla normativa nazionale, sono protetti anche da quella europea. Come sai le deroghe dovrebbero essere mezzi eccezionali da usare solo in casi come danni all’agricoltura gravi o danni alla salute umana, questi piccoli uccelli non fanno niente di questo. Questo esempio dimostra come purtroppo in Italia siano gli interessi delle lobby e non il buon senso e soprattutto la politica conservazionistica che dovrebbe essere alla base di qualsiasi attività, a prevalere. Quest’anno la Lombardia non è riuscita ad approvare tale deroga ma sta provando addirittura a cambiare la legge nazionale per farlo, tutto questo malgrado le continue condanne della corte europea. Non c’è giustificazione alcuna nell’uccidere piccoli uccelli di pochi grammi, alcuni pure utili all’agricoltura (vedi pispole) mentre altri che non cagionano sicuramente alcun danno (vedi peppole che da noi arrivano in pieno inverno o frosoni, uccelli stupendi). Stessa cosa per Fagiano di monte e Pernice bianca, pur trattandosi di caccie controllate, ad oggi non hanno più senso perché i numeri che questa specie riscontra sono comunque insufficienti a giustificarne ormai un prelievo venatorio. L’ISPRA in realtà si è espressa in termini diversi, sicuramente la caccia non è la causa primaria, ma indubbiamente ha il suo peso nel concorrere all’andamento sfavorevole di certe popolazioni di uccelli/mammiferi, soprattutto quelle che si trovano già in difficoltà per la rarefazione/frammentazione dei loro habitat. Ad ex nelle mie zone lepri e fagiani erano abbondanti nei lontani anni 70-80. Erano anni in cui si cacciava molto, ma erano anche anni in cui c’era molto territorio. Riuscendo a tutelarlo in parte questi animali riuscivano a concludere il ciclo riproduttivo. Oggi invece sono scomparsi perché il territorio è ridicolmente più frammentato e inferiore, mentre la pressione venatoria di fatto è ancora altissima (avere 10 cacciatori in pochi ettari con almeno 8 cani, non dà alcuna speranza a tali animali). Ed ecco che nelle campagne non abbiamo più nulla. Io avevo parenti e amici che cacciavano in passato, ma oggi me lo dicono chiaro e tondo, ormai non ha più molto senso, perché non c’è più il territorio. Inoltre bisogna considerare che la caccia provoca un fastidio notevole a tantissime altre specie non oggetto di caccia, ti posso assicurare che nei conteggi che facciamo (faccio parte di una piccola onlus che si occupa di studi ambientali e divulgazione dei dati soprattutto nelle scuole), le aree che via via vengono chiuse alla caccia e si recuperano magari come oasi, si riscontra una biodiversità notevole ovviamente su tutto l’anno (anziché solo in estate). Il futuro della caccia è prendere responsabilità del suo ruolo e comprensione delle potenzialità del territorio, cosa che buona parte del mondo venatorio purtroppo non fa e qui nasce il forte contrasto con il mondo ambientalista. Laddove ogni anno vedi tentativi di modificare in peggio una legge che tutto sommato è stato un buon compromesso, regioni che per accontentare chi ha portato voti fanno calendari palesemente irregolari o deroghe assolutamente illecite, ecco che nasce un contrasto chiaramente inevitabile. Al posto di liberare pronto caccia, bisognerebbe fare una politica seria di ripopolamento con sistemazione degli habitat, chiusura dell’attività per periodi di diversi anni ed eventuali riapertura a carnieri limitati, invece oggi prevale una sorta di egoismo venatorio. La caccia non sarà la causa primaria ma è comunque una delle cause di riduzione di molte specie, soprattutto se consideriamo specie che hanno meno predatori naturali, quindi le cose vanno riequilibrate e il futuro deve essere una forte riduzione sia delle aree aperte all’attività sia nel numero di specie cacciabili, solo così sopravviverà e riuscirà a rientrare tra le attività “tollerate” o quanto meno meno malviste, vedi pesca sportiva.
sottoscrivo
magari come l’europa……
SPIEGARE LA PASSIONE X LA CACCIA A CHI NE E’ NATO PRIVO,E’ COME PRETENDERE DI SPIEGARE I COLORI DELL’AURORA A CHI,PURTROPPO,E’ NATO CIECO. (WILBUR SMITH)